Buongiorno, io vorrei permettermi di far notare un altro aspetto molto drammatico, riguardante un fenomeno sociale sempre piu' diffuso in adolescenza, connesso, secondo gli esperti di Giu' le Mani dai Bambini, anch'essi neuro.psichiatri inf. e psichiatri, a tale, ingiustificata e dilagante somministrazione nascosta, rispetto ad autorita' realmente competenti, di psicofarmaci, particolarmente quelli di tipo anfetaminico-derivati, come per l'ADHD oltre quelli per la Depressione, negli adolescenti. Si tratta del fenomeno del consumo do droghe, un po' di tutti i tipi, rispetto al quale, si sta sempre piu' abbassando l'eta' del primo incontro ed inizio consumo delle stesse, fatto che viene molto spesso segnalato sia nei telegiornali che nei settimanali o quotidiani; sono pero' pochissimi quelli che dicono apertamente sulla carta stampata e difficilmente nei tg. o programmi di salute, che secondo i maggiori esperti di qs associazione, è possibile talvolta, riscontrare un fenomeno di "continuita'" tra somministrazione di psicofarmaci ai bambini, il cui sviluppo cerebrale e cognitivo, è ancora in evoluzione per cui non si possono di fatto conoscere gli effetti a lungo termine di qs sostanze, sotto moltissimi aspetti, e successivo consumo di droghe, in eta' sempre piu' precoci, ad es., "Per provare", per riportare una delle risposte piu' tipiche in prima adolescenza, intorno ai 14 anni, e "tirarsi su". Personalmente, vorrei chiedere se qs bisogno di "tirarsi su", avvertito dai ragazzini, è effettivamente correlato ad es., a fenomeni di astinenza non riconosciuti, dal ragazzo, logicamente e, magari anche dal medico.
Inoltre, proprio giorni fa, vedevo una trasmissione sulla Rai, in cui si parlava di depressione giovanile e si faceva riferimento al fatto chee spesso, essa, è dovuta oltre che a fattori psicologici, curabili, ad abuso di sostanze che il ragazzo non rivela e non correla al suo sentirsi "giu'", motivo per cui, alle sostanze, si vanno ad aggiungere psicofarmaci creando spesso miscele pericolose.
A me, (anche se logicamente, posso sbagliare) qs sembrerebbe, da parte di psichiatri, spesso ospiti in trasmissioni sulla salute, e che promuovono molto, un approccio farmacologico ai disturbi psicologici, come l'ansia ed in qs caso specifico, la depressione, una posizione quanto meno un po' ambigua.
Vorrei chiedere voi cosa ne pensate, senza voler pero' demonizzare un aiuto farmacologico alla persona, nel caso di reale bisogno sotto stretto controllo e per tempi limitati, o tutta la categoria degli psichiatri, in particolare, tutti coloro ce lavorano con grande onesta' e senso etico, nell'approcciarsi alle persone ed ai problemi.
Vorrei, se possibile, un parere proprio sugli aspetti che ho descritto e che mi suscitano notevole perplessita'.
Spero di essere stata chiara.
©IAR ESISTENZIALE – Lucio Regazzo
Inoltre, proprio giorni fa, vedevo una trasmissione sulla Rai, in cui si parlava di depressione giovanile e si faceva riferimento al fatto chee spesso, essa, è dovuta oltre che a fattori psicologici, curabili, ad abuso di sostanze che il ragazzo non rivela e non correla al suo sentirsi "giu'", motivo per cui, alle sostanze, si vanno ad aggiungere psicofarmaci creando spesso miscele pericolose.
A me, (anche se logicamente, posso sbagliare) qs sembrerebbe, da parte di psichiatri, spesso ospiti in trasmissioni sulla salute, e che promuovono molto, un approccio farmacologico ai disturbi psicologici, come l'ansia ed in qs caso specifico, la depressione, una posizione quanto meno un po' ambigua.
Vorrei chiedere voi cosa ne pensate, senza voler pero' demonizzare un aiuto farmacologico alla persona, nel caso di reale bisogno sotto stretto controllo e per tempi limitati, o tutta la categoria degli psichiatri, in particolare, tutti coloro ce lavorano con grande onesta' e senso etico, nell'approcciarsi alle persone ed ai problemi.
Vorrei, se possibile, un parere proprio sugli aspetti che ho descritto e che mi suscitano notevole perplessita'.
Spero di essere stata chiara.
©IAR ESISTENZIALE – Lucio Regazzo