In una ricerca pubblicata sull’ “International clinical psychopharmacholofy” è stato approfondito l’aumento di peso che è spesso associato al trattamento con Olanzapina ( Zyprexa ); esiste infatti ancora poca conoscenza riguardo all’influenza dell’età del paziente o del dosaggio cumulativo sul guadagno di peso indotto da questo antipsicotico.
Sono stati analizzati i primi 118 partecipanti del Study of Pharmacotherapy of Psychotic Depression ( STOP-PD ), che avevano completato le prime 4 settimane di trattamento con Olanzapina.
Tale studio ha preso in considerazione gli effetti dell’età e del dosaggio del farmaco relativamente all’ aumento di peso osservato: è’ stata innanzitutto osservata l’esistenza di una significativa correlazione negativa tra età e guadagno di peso ( p=0.01 ). Più precisamente, ogni incremento di 10 anni d’età era associato ad una riduzione nel guadagno di peso medio, nell’arco di 12 settimane, di circa 0.6 kg.
Anche il dosaggio cumulativo di Olanzapina era significativamente associato al guadagno di peso ( p<0.0001 ).
Il 60% circa dei pazienti che hanno completato lo studio di 12 settimane hanno sperimentato un aumento di peso clinicamente significativo ( maggiore o uguale al 7% del peso dal basale ).
Smith E et al, Int Clin Psychopharmacol 2008; 23: 130-137
Sono stati analizzati i primi 118 partecipanti del Study of Pharmacotherapy of Psychotic Depression ( STOP-PD ), che avevano completato le prime 4 settimane di trattamento con Olanzapina.
Tale studio ha preso in considerazione gli effetti dell’età e del dosaggio del farmaco relativamente all’ aumento di peso osservato: è’ stata innanzitutto osservata l’esistenza di una significativa correlazione negativa tra età e guadagno di peso ( p=0.01 ). Più precisamente, ogni incremento di 10 anni d’età era associato ad una riduzione nel guadagno di peso medio, nell’arco di 12 settimane, di circa 0.6 kg.
Anche il dosaggio cumulativo di Olanzapina era significativamente associato al guadagno di peso ( p<0.0001 ).
Il 60% circa dei pazienti che hanno completato lo studio di 12 settimane hanno sperimentato un aumento di peso clinicamente significativo ( maggiore o uguale al 7% del peso dal basale ).
Smith E et al, Int Clin Psychopharmacol 2008; 23: 130-137
Adolescenti con depressione resistente agli SSRI : terapia cognitiva-comportamentale e farmacologica
Un’importante studio, denominato TORDIA, ha recentemente valutato l’efficacia differenziale relativa di 4 strategie terapeutiche negli adolescenti che continuavano a soffrire di depressione nonostante un adeguato trattamento iniziale con farmaci SSRI.
Hanno preso parte allo studio 334 pazienti di età compresa tra i 12 ed i 18 anni con una diagnosi primaria di disturbo depressivo maggiore e che non avevano risposto a 2 mesi di trattamento iniziale con un inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina.
Gli interventi della durata di 12 settimane comprendevano:
1) passaggio ad un secondo, differente SSRI
2) passaggio ad un diverso SSRI in associazione alla terapia cognitivo-comportamentale;
3) passaggio a Venlafaxina
4) passaggio a Venlafaxina in associazione alla terapia cognitivo-comportamentale.
Alla fine del trattamento veniva valutato lo stato dei soggetti attraverso diversi strumento di misura.
In generale e lo studio ha indicato che:
- la terapia cognitivo-comportamentale associata al passaggio ad altro regime farmacologico, era associata ad un più alto tasso di risposta ( 54.8% ), rispetto al passaggio ad un solo farmaco ( 40.5%; P=0.009 ).
- Non sono state osservate differenze nel tasso di risposta tra la Venlafaxina ( Efexor / Effexor ) ed un secondo antidepressivo SSRI ( 48.2%; P= 0.83 ). Però l’impiego della Venlafaxina era associato ad un maggiore aumento della pressione diastolica e delle pulsazioni, e ad una maggiore frequenza di problemi cutanei, rispetto ai farmaci SSRI.
In conclusione, per gli adolescenti con depressione non-responder ad un adeguato trattamento iniziale con un SSRI, la terapia cognitivo-comportamentale ed il passaggio ad un altro antidepressivo ha prodotto un più alto tasso di risposta clinica, rispetto al trattamento con il farmaco da solo.
Tuttavia, il passaggio ad un altro inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina è risultato efficace come il passaggio alla Venlafaxina, ma era associato ad una minore incidenza di effetti avversi. ( Xagena )
Tuttavia, il passaggio ad un altro inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina è risultato efficace come il passaggio alla Venlafaxina, ma era associato ad una minore incidenza di effetti avversi. ( Xagena )