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Danni degli psicofarmaci

Chiunque sia entrato in un reparto psichiatrico avrà inevitabilmente notato alcuni tratti comuni per chi

assume psicofarmaci:

tremori alle mani;

saltallamento da un piede all'altro;

movimenti involontari della bocca;

gonfiore corporale (specialmente del volto e delle mani);

giovani sovrappeso, oppure magrassimi (raramente in peso-forma);

sguardo fisso e sedato;

eccessiva salivazione, oppure secchezza delle fauci;

Ebbene, questi sono i più appariscenti effetti collaterali (o extrapiramidali) degli psicofarmaci, quelli

visibili ad occhio nudo. Ma essi sono solo la punta dell'iceberg: chiari indicatori che qualcosa non va in

queste «cure» dell'anima. Qualcosa sta cambiando a livello neurologico...

In questa sezione sono riportati gli articoli che evidenziano i danni psicofisici causati dagli psicofarmaci

utilizzati a dosaggio terapeutico e sotto controllo medico.

Da La Stampa delll’8 settembre 2001

corrispondente da LONDRA

Altri farmaci sotto tiro, in questo caso antidepressivi. Nel grattacielo della Glaxo-SmithKline ad

Hammersmith, nei sobborghi di Londra, stanno letteralmente tremando, a dispetto delle fiduciose

dichiarazioni ufficiali. Il colosso farmaceutico britannico deve fronteggiare un’insidiosissima azione

collettiva da parte di un gruppo di pazienti americani, secondo i quali due farmaci della Glaxo, il Paxil e

il Seroxat (nome americano e nome inglese della stessa medicina) provocherebbero una pesante

dipendenza, assieme a tutta un’altra serie di disturbi. È la prima volta che un’azione legale di questo tipo

viene imperniata sul problema della dipendenza. Negli Stati Uniti, queste azioni legali collettive, le

“class action” come vengono chiamate, possono portare a gravissime conseguenze per le aziende, a

cominciare da penali multimiliardarie.

Il farmaco (sia il Paxil che il Seroxat) appartiene alla stessa classe di antidepressivi di cui fa parte il

Prozac, che però è basato su un principio attivo diverso. Si tratta di farmaci della categoria chiamata

SSRI (Selective Serotonin Reuptake Inhibitors), che alla loro comparsa, all’inizio degli Anni 80,

vennero salutati come “wonderdrugs”, medicine meraviglia. Sono stati e sono, quindi, fonte di

lautissimi incassi per le compagnie farmaceutiche che li producono.

Il gruppo di 35 persone (per ora) che ha sottoscritto la “class action”, servendosi di uno studio legale di

Los Angeles, è notevolmente eterogeneo: comprende tra gli altri un disegnatore di siti web, un

investigatore di frodi bancarie e un dirigente di linee aeree. A tutti era stato prescritto il Paxil/Seroxat

per leggere depressioni o stati d’ansia. A nessuno era stato detto che i farmaci potevano creare

dipendenza.

Adesso tutti sostengono che, dopo aver cessato di assumere la medicina, sono stati assaliti da violenti

sintomi, improvvise fitte al capo, vertigini, perdita di coordinamento, disturbi addominali, malesseri di

tipo influenzale, stati di agitazione e confusione.

Gli avvocati dello studio “Baum, Hedlund, Aristei, Guilford and Schiavo” ritengono che questa causa

possa diventare grossa, per quanto riguarda le penali imposte alla Glaxo, come alcune delle recenti

“class action” contro i produttori di tabacco. Se così fosse si parlerebbe quindi di migliaia di miliardi di

lire.

Skip Murgatroyd, uno degli avvocati che si dedicano al caso, dice che la notizia della causa sta già

producendo moltissimi contraccolpi. “Stiamo ottenendo una risposta incredibile - sostiene - per noi

senza precedenti. Alcune delle persone che ci chiamano stanno così male che non possono abbandonare

la medicina senza ricorrere ad un aiuto professionale. Alcune hanno avuto dipendenza per dieci anni”.

In una settimana, da quando cioè è corsa notizia dell’azione legale, circa 1500 persone avrebbero

chiamato lo studio di Los Angeles per lamentare disturbi vari dovuti all’uso del Paxil/Seroxat. Ma

parecchi hanno descritto problemi aggiuntivi, causati dall’ignoranza dei medici che hanno curato la

dipendenza che il farmaco genererebbe. Un paziente, ad esempio, si è visto applicare un pace-maker,

che poco dopo gli è stato tolto. Ad un altro è stata prescritta una terapia di elettro-shock. Ad un altro

ancora era stato diagnosticato un tumore al cervello, che gli ha provocato un prevedibile stato di terribile

ansia. I danni subiti da queste persone, dunque, in seguito all’assunzione del farmaco, sarebbero stati

addirittura raddoppiati dalla catena sanitaria.

“Tra le altre cose chiederemo - dice Murgatroyd - che la Glaxo istituisca centri per aiutare la gente

colpita in tutti gli Stati Uniti”. Vista la diffusione del farmaco, si pensa siano centinaia di migliaia le

persone ad aver subito conseguenze dall’assunzione di Paxil/Seroxat. A costoro è ragionevole

aggiungere un certo numero di persone pronte a dichiararlo, in buona o in cattiva fede, dietro la

suggestione del clamore suscitato dall’azione legale.

Per la verità, nel corso degli ultimi anni erano già emersi sospetti sulla possibilità che i farmaci SSRI

generassero dipendenza. Denunce sugli effetti negativi della paroxetina (il principio attivo del

Paxil/Seroxat) sono pervenute alla World Health Organisation da ben 60 paesi. Il farmaco capeggia la

lista delle denunce comprendente tutti i tipi di farmaci. L’Effexor (principio attivo: venlafaxina) è il

secondo. Il Prozac (fluoxetina) il settimo. Charles Medawar, di “Social Audit”, un gruppo di difesa dei

consumatori inglesi, ha dichiarato: “Io ritengo che la dimensione del problema in Gran Bretagna sia la

stessa che negli Stati Uniti e non mi stupirei di un’azione legale anche qui. La gente è arrabbiata ormai

da anni”.

arti rigidi e movimento innaturale del corpo.

Tratta dall’ OISM