Le abbuffate compulsive, oltre ad essere una sindrome con propria specificità nosografica (Disturbo da abbuffate compulsive), sono un sintomo quasi sempre presente in molti disturbi dell 'alimentazione ed in particolare nella bulimia. Sia come sindrome che come sintomo, esso tende a divenire cronico strutturandosi quale abitudine del comportamento alimentare scorretta e alterando il modo di essere della persona.
I trattamenti psicoterapici, attuati senza la concomitanza di altri interventi appartenenti a discipline diverse dalla psicoterapia, non modificano l'evoluzione del disturbo a lungo termine; per lo più il sintomo ricompare al termine del rapporto psicoterapico. Ciò ha portato, soprattutto nei paesi anglosassoni, al costituirsi di "team" multidisciplinari che associano vari tipi di psicoterapia alla modificazione del comportamento alimentare.
Per la necessità di utilizzare conoscenze e tecniche diverse contemporaneamente, anche presso il nostro centro, abbiamo costituito un gruppo terapeutico multidisciplinare. Il gruppo si riunisce periodicamente per consentire lo scambio di pareri e informazioni fra i vari terapeuti, l'elaborazione e l'aggiornamento delle strategie terapeutiche adattate al singolo paziente e favorire l'utilizzo di un linguaggio comune che rispetti il linguaggio del paziente stesso.
Le basi teoriche del nostro programma terapeutico si basano su una duplice epistemologia: fenomenologico-esistenziale per la psicoterapia; comportamentale per la riabilitazione alimentare. In tale modello intervengono: il dietista, lo psicologo psicoterapeuta e -in molti casi- lo psichiatra. Esso segue tre tappe:
visita con lo psicoterapeuta o con lo psichiatra, per la diagnosi; visita con il dietista, per la valutazione del grado di compromissione delle abitudini alimentari; presa in carico del paziente da parte dell'èquipe.
Quando il soggetto inizia il trattamento, svolge le prime sedute con il dietista; questi spiega i dettagli del percorso terapeutico, per ciò che riguarda le condotte alimentari, e sottolinea che molti dei sintomi lamentati sono conseguenza delle abbuffate compulsive, responsabili del perpetuarsi di tutto il disagio vissuto dal paziente. Il dietista spiega che la modificazione del comportamento alimentare, il cui scopo principale è quello di eliminare i sintomi e non di modificare la struttura di personalità, è una fase necessaria per creare le condizioni adeguate ad affrontare la psicoterapia.
Il dietista esegue una anamnesi alimentare raccogliendo inoltre informazioni su un giorno tipico, analizzando le scelte alimentari, in particolare quali siano gli alimenti considerati buoni, cioè dimagranti e quelli considerati cattivi, cioè ingrassanti o scatenanti l'abbuffata. Egli infine spiega il circolo vizioso: dieta-aumento della fame e della preoccupazione per il cibo-paura di perdere il controllo-dieta.
La modificazione del comportamento alimentare procede parallelamente alla psicoterapia e all'eventuale controllo farmacologico.
Essa segue le seguenti fasi:
° valutazione delle motivazioni al cambiamento;
° calcolo del B.M.I. (indice di massa corporea) e spiegazione del circolo vizioso scatenato dalle abbuffate compulsive: abbuffata>vomito>autosvalutazione>dieta>abbuffata;
° introduzione del diario alimentare che verrà discusso sino alla fine del trattamento. Il diario ha lo scopo di rendere consapevole il paziente del modo in cui si alimenta e della quantità di cibo che introduce. Inoltre esso fornisce altre utili indicazioni e favorisce, con il proprio paradosso implicito, l'autocontrollo;
° intervento sul comportamento ossessivo della misurazione del peso, che viene limitata;
° accordo su orari regolari e prestabiliti per l'assunzione del cibo e determinazione del numero di pasti, lasciando liberi qualità e quantità;
° informazioni sulle conseguenze negative dell'uso di lassativi e diuretici nonchè della loro inutilità e di quella del vomito ai fini di un calo di peso;
° redazione di una lista di attività piacevoli alternative alle abbuffate compulsive;
° regola di astenersi dal vomito dopo l'abbuffata;
° introduzione graduale dei cibi "cattivi", quelli evitati in quanto scatenanti l'abbuffata;
° eliminazione di tutti i tipi di dieta.
° paradosso sulla possibilità di ricadute.


