Le abbuffate compulsive sono comportamenti alimentari, sottesi da situazioni di disagio psichico, che accomunano diversi disturbi dell’Alimentazione.
Presenti, particolarmente, nella Bulimia e nel disturbo da Alimentazione incontrollata, costituiscono una delle maggiori difficoltà da superare nella cura delle sindromi citate.
Se la Bulimia è anche accompagnata da altri comportanti disfunzionali che mantengono il peso entro limiti ben accettabili. Il disturbo da Alimentazione incontrollata, non facendo perno su attività compensatorie, conduce inevitabilmente a sovrappeso od obesità.
Molte attività compensatorie utilizzate da soggetti bulimici sono causa di gravi complicanze sull’organismo ed è ovvio che nel trattamento della bulimia sono oggetto di attenzione particolare; resta tuttavia vero che l’eccesso di peso corporeo, nelle persone con alimentazione incontrollata, causa danni altrettanto importanti.
E’ abitudine di soggetti obesi o sovrappeso, attraverso periodi di diete ferree, avere cali eccessivi di peso, seguiti da aumenti considerevoli; questa sinusoide anziché evitare le complicanze, le aggrava.
Innumerevoli ricerche dimostrano che una diminuzione del 10 per cento dell’indice di massa corporea è sufficiente ad evitare o ridurre i rischi collegati ad un corpo ”ingombrante”, purché questa riduzione sia graduale e si mantenga nel tempo.
L’attenzione dei metodi di cura maggiormente validati scientificamente punta allora sul mantenimento di una live diminuzione di peso. Proporre questi metodi significa però superare l’ostacolo degli ideali estetici; è importante allora rilevare che il peso ideale o estetico è un peso che non si può mantenere a medio e lungo termine.
Le tecniche del trattamento sono suddivise in quattro aree principali:
- Alimentazione e controllo del peso
- Attività fisica
- Psicologia della modificazione dello stile di vita
- Informazioni ed educazione sull’obesità e sullo stile di vita
Il trattamento dà la possibilità di variare l’alimentazione senza
mangiare in eccesso e senza modificare il contenuto calorico e
la composizione qualitativa dell’alimentazione. Ciò si ottiene
attraverso una dietoterapia basata sul sistema di scambio dei
gruppi alimentari:
- Gruppo del pane, dei cereali, del riso e della pasta;
- Gruppo della carne, del pollo, del pesce, delle uova, dei legumi;
- Gruppo del latte, dello yogurt e del formaggio;
- Gruppo della verdura;
- Gruppo della frutta.
Una alimentazione, basata su un corretto utilizzo del sistema di
scambio dei gruppi alimentari, è fondamentale per il controllo
del peso corporeo e non obbliga a seguire diete restrittive e quindi
troppo frustranti.
Moderati livelli di attività fisica sono più che sufficienti per gestire
il peso corporeo a lungo termine. Il programma proposto si basa
sul concetto di accumulazione ed è un adattamento dei suggerimenti
proposti dal Cooper Institute di Dallas. Esso permette di superare
molti pregiudizi sull’intensità e sulla frequenza dello sforzo fisico che
il soggetto obeso dovrebbe svolgere ed è strutturato su una serie di
regole che riguardano, appunto, sforzo, frequenza e tempi.
L’intervento sull’area psicologica ed esistenziale tocca i seguenti
punti:
- modificazione di idee, atteggiamenti e comportamenti poco
funzionali alla serenità della persona;
- automonitoraggio;
- controllo degli stimoli;
- assertività;
- gestione dell’alimentazione emotiva;
- prevenzione delle ricadute.
Quest’ ultima parte mira a fornire le più moderne conoscenze sui
problemi di peso; è un intervento pedagogico che aiuta il soggetto a superare i molti pregiudizi, tuttora esistenti, sull’obesità e a conoscere
a fondo il problema di cui si soffre. Inoltre vengono espresse indicazioni
sullo stile di vita per permetterne una modificazione significativa e
duratura.
La strategia si avvale di due professionisti: Il dietista e lo psicologo o psicologo psicoterapeuta.