CONSULENTI

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CONSULENTI SCIENTIFICI, MEMBRI ORDINARI IAR E MEMBRI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO

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LUCIO DEMETRIO REGAZZO

 

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ASSOCIAZIONE IAR ESISTENZIALE: CONSULENZA PSICOLOGICA E PSICOTERAPIA

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All'interno di un'epistemologia fenomenologica, l' Associazione promuove l'integrazione tecnica per sviluppare modelli di trattamento che uniscano efficacia ed efficienza e, supportati dall'esperienza clinica, possano risolvere la più ampia gamma di  disturbi psichici.
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Il Rappresentante Legale
Dr.Lucio Demetrio Regazzo 

Associazione IAR Esistenzial 

 

Ente senza scopo di lucro registrato all’Ufficio Entrate di PD 2 al n° 00988 serie 3 convenzionato con l’Università degli studi di Padova per i tirocini di formazione ed orientamento iscritto al n° 2207 del Registro comunale delle libere associazioni di Padova

 

Ansia che fare? prevenzione,farmacoterapia,psicoterapia, CLEUP 2010

I disturbi d'ansia sono un fenomeno in aumento in tutto il mondo occidentale. Le statistiche attuali forniscono un quadro preoccupante con ripercussioni sociali gravi e rappresentano così l'immagine di una problematica di stringente attualità.

Il manuale “Ansia che fare? Prevenzione, farmacoterapia e psicoterapia” si propone come una visione ad ampio spettro del problema, ospitando diverse scuole di pensiero e dunque differenti approcci alla diagnosi, diversi modelli d'intervento e alcune possibilità di prevenzione. La scelta e l'organizzazione degli argomenti, utile a soddisfare le esigenze d'informazione sia degli operatori della salute sia di chi si pone come possibile utente, si deve al curatore, il dott. Lucio Demetrio Regazzo, che ha riunito contributi di diversi autori e autorevoli esperti della materia, italiani e stranieri, in un mosaico accuratamente composto, rispettando la complessità dell'argomento.

Nella prima parte del volume, dopo l'introduzione di Luca Poma che propone una riflessione sui rischi del “marketing” del farmaco, Marialba Albisinni descrive l'ansia nei suoi aspetti adattivi e disfunzionali fornendo una classificazione nosografica dei relativi disturbi, e Fulvia Gabrieli invita a focalizzare l'attenzione sull'ansia come possibile manifestazione sintomatologica all'interno del quadro dei Disturbi di Personalità.

Nella sezione dedicata alla prevenzione, Marco Aversano presenta modelli e strategie d'intervento in psicologia clinica, facendo riferimento soprattutto a protocolli e metodiche di orientamento cognitivo-comportamentale; Silvia Muller Langle e Alfried Langle propongono un approfondimento dei significati dell'ansia da un punto di vista fenomenologico - esistenziale.

Nella parte riguardante gli aspetti farmacologici, Gianlorenzo Masaraki fornisce un quadro degli attuali avanzamenti nel trattamento farmacologico dell'ansia, e Marco Aversano si occupa della “psicobiologia dell'ansia” descrivendo la rete delle vie neuroanatomiche e dei sistemi neurotrasmettitoriali attraverso le quali si esprime questa emozione.

Tra i modelli psicoterapeutici di area psicodinamica, Marilla Malugani descrive e compara alcuni tra i più affermati metodi di Psicoterapia Dinamica Breve a orientamento psicoanalitico, dove un compito del terapeuta è quello di regolare l'ansia conseguente alla riattivazione di sentimenti e impulsi conflittuali nascosti, stimolati dal transfert; Luigi D'Elia propone la Gruppoanalisi come strumento terapeutico per le manifestazioni ansiose che possono emergere come prodotto di recenti mutamenti psicosociali.

Per l'area umanistico - esistenziale, Alfried Langle offre il punto di vista dell'Analisi Esistenziale per il trattamento dell'ansia, Giovanni Salonia presenta la prospettiva della Gestalt Therapy mettendo in evidenza gli aspetti corporei coinvolti nelle manifestazioni ansiose e focalizzandosi sulla possibilità di interpretare l'ansia come interruzione di un episodio di contatto. Anche Gianni Francesetti e Michela Gecele affrontano il problema facendo riferimento alla psicologia della Gestalt e ponendo l'accento in particolare sull'aspetto relazionale della psicopatologia legata all'ansia.

Rientrano invece nell'area cognitivo-comportamentale i contributi di Spiridione Masaraki, che elenca alcune tecniche di quest'orientamento per i Disturbi d'Ansia, e di Giovanni Cavadi, che dedica ampio spazio a tecniche e metodiche specifiche del protocollo cognitivo-comportamentale, prassi terapeutica che ha dimostrato evidenze scientifiche, in particolare nell'ambito del Disturbo da Attacchi di Panico.

Ancora, tra i modelli psicoterapeutici, Luciano Rispoli presenta il Neo-Funzionalismo, un approccio che si propone di comprendere l'essere umano includendone tanto la globalità quanto i dettagli, grazie al concetto guida di “funzione”.

Per l'area costruttivista Maria Armezzani e Matteo Paduanello descrivono i postulati e corollari della teoria di Kelly, e interpretano l'ansia come “transizione” che segnala una necessità di ampliamento del proprio sistema di costrutti.

Diego Romaioli, nella sezione dedicata all'area costruzionista, descrive diverse strategie decostruttive e generative che costituiscono le principali applicazioni terapeutiche per i disturbi d'ansia secondo l'ottica del Modello Interazionista.

Lucio Demetrio Regazzo, nell'area dedicata all'esistenzialismo integrato, presenta un modello integrativo che utilizza alcune tecniche di diversi approcci metodologici, rese compatibili da un'epistemologia fenomenologica di base, per il trattamento del Disturbo di Panico e di alcuni altri Disturbi d'Ansia, e propone i dati di un'indagine convalidante efficacia ed efficienza di tale modello.

Giuseppe Pecere, per l'area strategica, descrive le manovre d'intervento elaborate negli ultimi anni nei centri di Terapia Strategica Breve per disturbi ansiosi, fobici e ossessivi.

Infine, il volume termina includendo anche un'area non convenzionale, volta all'apertura verso nuovi oggetti di studio, con l'articolo di Fulvia Gabrieli e Selene Calloni Williams sul metodo delle Costellazioni Familiari, utilizzato secondo una possibile lettura immaginale junghiana.

 

 

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cover volume Bulimici e Obesi Immancabilmente!

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Bulimici e Obesi Immancabilmente" recensione

Bulimici e Obesi Immancabilmente" recensione - ASSOCIAZIONE IAR ESISTENZIALE

 

Recensione del volume “BULIMICI ED OBESI IMMANCABILMENTE!” a cura di  Lucio Demetrio Regazzo. ed. Cleup, Padova, 2012

 

 

 

 

 

 

 

I Disturbi del Comportamento Alimentare, come l’Anoressia Nervosa, la Bulimia Nervosa, l’Obesità Psicogena e Metabolica e altri Disturbi Non Specificati, sono accomunati da un atteggiamento alterato nei confronti del cibo e da ansia nei riguardi della forma e del peso corporeo. Presentano una maggior prevalenza nei paesi industrializzati e colpiscono più frequentemente le donne. Per la loro vastissima diffusione, costituiscono un fattore di vero e proprio allarme sociale, suscitando un interesse sempre crescente nei media.

 

Sono tutte gravi patologie che, con modalità diverse, producono danni alla salute fisica e al funzionamento psicologico e relazionale.

 

Le persone che ne sono coinvolte utilizzano l’alimentazione per esprimere una sofferenza profonda, che va ben oltre il sintomo evidente e che richiede un delicato percorso di esplorazione all’interno di sé per raggiungere le parti più vitali ed autentiche, soffocate dalle cause che portano al disagio.

 

Per affrontare i Disturbi della Condotta Alimentare è dunque necessario un approccio multimodale, cioè non solo farmacologico, ma anche e soprattutto psicologico e comportamentale.

 

L’opera “Bulimici e obesi immancabilmente!” a cura di Lucio Demetrio Regazzo, ed. CLEUP, rappresenta una sintesi multidisciplinare che riunisce i contributi di autorevoli esperti, frutto di complessi studi, ricerche ed esperienze cliniche su questa importante sfida, sempre più attuale, nel mondo della salute fisica e psicologica.

 

Attraverso questo volume è possibile  conoscere e saper discriminare i diversi disturbi, comprendere quali dinamiche intrapsichiche e sistemiche spesso contribuiscano alla loro manifestazione e al loro mantenimento, e soprattutto orientarsi tra i possibili trattamenti per queste problematiche, percepite a volte, erroneamente, come tunnel senza via d’uscita.

 

Supportato da dati scientifici, è un libro utile a studiosi e ricercatori, ma scritto anche con intento divulgativo e dunque accessibile ai pazienti stessi e ai loro familiari, o a chi desideri ottenere maggiore chiarezza sulle caratteristiche dei diversi disturbi e sulle strategie terapeutiche percorribili.

 

Luca Poma, nell’introduzione, invita ad una riflessione sulla tentazione rappresentata dalle soluzioni “quick-fix” (soluzioni semplici a problemi complessi), cioè da tutti quei rimedi impropri e sempre più sofisticati, frutto di una società “malata”, dove l’apparire è senz’altro più importante dell’essere, una società ӓ“che crea un problema e con esso anche l’assurda soluzione, già pronta e confezionata per l’uso”.

 

Maria Artifoni e Lucio Demetrio Regazzo presentano i Disturbi dell’Alimentazione da un punto di vista nosografico, descrivendone criteri diagnostici, sottotipi, epidemiologia, evoluzione ed esiti, nonché quali siano i più frequenti espedienti, inutili e dannosi, utilizzati per il controllo del peso, con le loro debilitanti conseguenze sul piano fisico.

 

Sabine Fleish illustra il percorso compiuto da un piccolo gruppo di pazienti anoressiche in un intervento breve basato sull’Analisi Esistenziale. Sono riconoscibili importanti passaggi sulla via della guarigione, come la consapevolezza del ricorso al cibo in funzione di affidabile sostegno e conforto rispetto a vissuti di dolorosa rottura relazionale in famiglia, e l’emergere di un rapporto distonico con il proprio corpo, di carenze nell’autostima, di un bisogno di mantenere nascosti emozioni  e sentimenti autentici, sentiti come pericolosi piuttosto che come preziose parti di sé.

 

Lucia Camporese evidenzia la logica “tutto o nulla” che sottende i circoli viziosi della Bulimia: le regole rigide ed estreme tipiche della restrizione dietetica cognitiva sono ad alto rischio di essere infrante e dunque determinano un’attribuzione autosvalutativa di mancanza di controllo di sè, che influisce sull’innesco dei circuiti di abbuffate ed eliminazione, caratteristici del Disturbo Bulimico.

 

Da un punto di vista fenomenologico, come sottolineano Alfried Lӓngle e Silvia Mȕller, la Bulimia si connette, sul piano relazionale, ad esperienze ripetute di rifiuto mascherate da interesse verso la persona, in cui l’attenzione è mista a strumentalizzazione, svalutazione, mancanza di rispetto, abbandono emotivo, abuso. Sarebbe questo il fulcro di un acuto senso di vuoto ed estraneità prodotto da gravi carenze in quelle che l’Analisi Esistenziale identifica come la seconda e la terza delle motivazioni fondamentali dell’esistenza: la cura verso la propria vita e la difficoltà ad identificare il proprio sé delineandone i confini e difendendoli.

 

L’intervento terapeutico mira perciò ad un lavoro di autoaccettazione, di integrazione delle esperienze dolorose, di consapevolezza dei propri contenuti e valori, fino a condurre la persona ad essere se stessa in modo autenticamente sentito.

 

Emilia Costa presenta una rassegna della letteratura internazionale sul trattamento farmacologico dei diversi Disturbi Alimentari, descrivendone le possibili difficoltà (scarsa compliance, precarie condizioni internistiche, comorbilità con altri disturbi di Asse I del DSM) ed evidenziando sia cure ben collaudate, sia nuovi promettenti trattamenti.

 

Inoltre analizza i fattori relazionali dei Disturbi del Comportamento Alimentare, in cui il sintomo diviene una modalità comunicativa essenziale per mediare i rapporti di vicinanza, intimità e separazione all’interno della famiglia. Con riferimento agli importanti contributi di S. Minuchin e M. Selvini Palazzoli, si evidenziano le dinamiche di disimpegno o, al contrario, di invischiamento presenti nelle famiglie delle pazienti anoressiche, e il ruolo che esse giocano nella coalizione con un genitore all’interno dello “stallo di coppia”,  o nei confronti dei profondi bisogni di attaccamento, fusionalità e controllo della figura materna.

 

Giovanna Cecchetto introduce l’argomento dell’Obesità e della molteplicità dei fattori obesogeni, che si sviluppano in un contesto di pressioni sociali conflittuali tra ideali di bellezza ed aspirazioni al piacere. Si tratta di una condizione cronica che si associa ad aumento dei rischi di morbilità e mortalità e che ha assunto allo stato attuale le proporzioni di epidemia globale. Recentemente, in campo nutrizionale, l’attenzione si è spostata dalle prescrizioni dietetiche a programmi educativi riguardanti lo stile di vita, ad approccio motivazionale, con particolare enfasi sulla mantenibilità dei risultati e sulla sostenibilità e piacevolezza delle abitudini alimentari e dell’attività fisica raccomandata.

 

Claudio Cardone invita a prestare attenzione alla gravità della sindrome dell’Obesità metabolica, connessa in modo particolare all’Obesità viscerale e caratterizzata da insulino-resistenza. Secondo ricerche cliniche sarebbe correlata allo sviluppo di alcune malattie croniche altamente invalidanti, quali malattie cardiovascolari, diabete ed alcune forme di tumore.

 

Marialba Albisinni presenta una panoramica delle principali tipologie di intervento psicoterapico nel trattamento dei Disturbi del Comportamento Alimentare, soffermandosi in particolare sull’orientamento sistemico/relazionale, e sugli approcci cognitivista e psicodinamico. Sono indirizzi di cura che, pur con premesse molto diverse, sembrano convergere su alcuni temi fondamentali: le problematiche relative al controllo, al dominio, all’invischiamento nel contesto relazionale, la carenza di empatia da parte di adulti significativi nel corso dello sviluppo, la sostanziale vulnerabilità strutturale ed esperienziale dei pazienti, in cui risulterebbe compromessa l’esistenza di un sé nucleare saldamente coesivo, capace di conservare un senso dell’identità pur nella mutevolezza del vivere.

 

Conclude l’opera una toccante narrazione autobiografica di Matilde Pavan che conduce il lettore attraverso luci e ombre del percorso di uscita dal tunnel della Bulimia, passando attraverso emozioni opprimenti come il senso di vuoto, l’ansia, la vergogna, l’isolamento da se stessa e dagli altri, l’esaurimento delle energie vitali, fino alla graduale concessione di fiducia al rapporto con il proprio terapeuta, che diviene fonte di accettazione di sé e  compagno nell’esplorazione di interessi ed emozioni vere. Il raggiungimento di un equilibro più profondo e solido, renderà l’espediente del ricorso al cibo via via sempre più inutile e insignificante.

 

La forza di esporre, firmandosi con il vero nome, questa testimonianza ricca di dettagli e particolari sofferti, è anch’essa il risultato di un efficace percorso terapeutico che ha portato la giovane paziente a riappropriarsi della propria autenticità e ad integrare anche gli aspetti più vulnerabili e intimi di se stessa.

 

Non c’è forse più significativo invito alla cura delle parole di chi ha vissuto e superato in prima persona l’esperienza drammatica del Disturbo Bulimico.

 

 

 

Dr.ssa Fulvia Gabrieli

 

Psicologa

 

Padova. Italia

 

 

 

 

 

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Bulimici e Obesi Immancabilmente! piano del volume

Bulimici e Obesi Immancabilmente! piano del volume - ASSOCIAZIONE IAR ESISTENZIALE

 

 

Lucio Demetrio Regazzo

 

 

 

                                                                   

 

 

Il volume sviluppa diffusamente il tema della Bulimia e dell’Obesità, sia essa metabolica che psicogena. Trattando queste sindromi, non si può tuttavia evitare di volgere lo sguardo ad altri Disturbi dell’Alimentazione, come l’Anoressia o gli Altrimenti Specificati.

Nel loro insieme, i Disordini Alimentari, in particolare Bulimia e Anoressia, costituiscono ormai un allarme sociale e nei casi gravi possono avere un esito infausto. Secondo l’American Psychiatric Association, sono la prima causa di morte per disordine psicologico nei paesi occidentali; è un’affermazione che porta a riflettere se si considera che nel nostro paese sono circa tre milioni, pari al 5% della popolazione, le persone che soffrono di Disturbi del Comportamento Alimentare e il loro numero è in costante aumento. Secondo il Primo monitoraggio sui Disturbi Alimentari online in Italia, condotto da Eurispes, infatti, ogni anno si contano in Italia 3500 nuovi casi di Anoressia e 6000 di Bulimia.

Uno studio pubblicato sulla rivista The Lancet sostiene che la ricerca sui trattamenti è molto più avanzata nel caso della Bulimia, mentre le ricerche sui possibili trattamenti dell’Anoressia e dei Disturbi non Altrimenti Specificati sarebbe ancora ai primi passi e ciò ha ovviamente ripercussioni negative sull’esito di questi disturbi.

Secondo l’American Psychiatric Association, la metà dei pazienti anoressici sviluppano, nel tempo, anche sintomi bulimici, e talvolta i soggetti bulimici arrivano a evidenziare comportamenti anoressici.

Dai dati emersi risulta che Anoressia, Bulimia e anche l’Obesità, sono gravi psicopatologie che utilizzano alimentazione e corpo per esprimere una sofferenza profonda. Il corpo si riempie o si svuota sino a dimagrire fino a rendersi “invisibile” o si ingrassa a dismisura: è il segnale preciso di disagi psicologici sottostanti di grave entità  che denunciano la vera sofferenza che va ben oltre a semplici Disordini dell’Alimentazione e come psicopatologie, devono essere comprese e affrontate.

Volgendosi all’Obesità, quest’ultima non è presente nel dsm-iv-tr pur essendo molto diffusa; secondo dati dell’unicef il 35% degli adolescenti italiani ha problemi di sovrappeso.

Secondo un recente studio condotto dal Barilla Center for Food and Nutrition, solo l'1% dei bambini segue un corretto regime alimentare, mentre tutti gli altri abbondano di zuccheri e grassi ed evitano frutta e verdura (fonte: in Alimentazione corretta di Giulia Ceschi).

 Oltre a questo, circa il 40% degli obesi soffre di depressione e solamente questo dato giustificherebbe il suo inserimento in una categoria diagnostica dei disturbi mentali cosa che sino all’edizione del dsm-iv-tr non è avvenuta. 

   Secondo dati dell’Organizzazione mondiale della Sanità, l’Obesità nel mondo ha avuto un incremento considerevole dal 1980. Già nel 2008, infatti, si stimava che gli adulti in sovrappeso fossero un miliardo e mezzo, mentre 200 milioni di uomini e 300 milioni di donne potessero essere considerati obesi. Un fenomeno in crescita di soggetti con un Indice di Massa Corporea (bmi; determinato dal peso in kilogrammi diviso il quadrato dell’altezza in centimetri) classificabile come Obesità. L’incremento costante e straordinario riguarda  anche i bambini.

“Uno studio dell’Università di Montreal, in Canada, ha individuato alcuni fattori predittivi. Nel 2010 c’erano al mondo 43 milioni di bambini sotto i 5 anni in sovrappeso. L’Italia segue il trend; i dati del progetto di sorveglianza Okkio alla Salute, che nel 2010 ha monitorato 42.000 bambini della scuola primaria, dicono che il 23% è in sovrappeso e l’11% obeso”  (Marta Buonadonna 2011).

Il Dipartimento di Medicina sociale e preventiva dell’Università di Montreal ha monitorato i dati di 1.957 bambini, per  peso e altezza, in uno studio longitudinale che prevedeva controlli su queste variabili a intervalli di un anno tra i 5 mesi e gli 8 anni.

Sulla base dei dati emersi i ricercatori hanno diviso i quasi 2000 bambini in tre sottogruppi sulla base del bmi; ogni sottogruppo aveva un andamento del peso corporeo diverso:

 

 

 

 

a – 54% con   andamento basso e stabile;

 

b – 41%   con andamento a crescita moderata;

 

c – 4,5%   con indice di massa corporea elevato e in costante

                               aumento.

 

 

Dallo studio è risultato che i bambini di tutti e tre i gruppi avevano un peso simile stabile sino ai 2 anni di età, mentre dai tre anni e mezzo in poi il bmi del gruppo c) è iniziato ad aumentare e a circa sei anni  il 50% dei bambini era classificabile come obeso.

Le variabili prese in esame dai ricercatori erano molte, ma solo due risultavano legate significativamente in una relazione causa-effetto: i figli di madri in sovrappeso e di quelle che erano fumatrici durante il periodo di gestazione tendevano ad avere figli con difficoltà di peso eccessivo. (Marta Buonadonna 2011)

Abbiamo scritto che non si può e non si deve affrontare il tema dei Disturbi dell’Alimentazione, escludendone alcuni che pure non sono oggetto di questo volume. Ciò si rende necessario per l’opinione di molti autorevoli esperti che vede ognuna di queste difficoltà muoversi all’interno di un segmento ideale ai cui estremi si pongono Anoressia e Obesità psicogena e metabolica. D’altra parte, focalizzando l’attenzione su Bulimia e Obesità, gli altri disagi saranno oggetto di disanima solo su alcuni capitoli e su quello introduttivo riguardante una panoramica generale sulle sofferenze provocate da alimentazioni disturbate.

Nel volume, dopo l’introduzione e la prefazione dell’amico Luca Poma, giornalista scientifico e portavoce nazionale dell’organizzazione GiùleManiDaiBambini, segue una panoramica sui problemi dell’alimentazione e sui trucchi utilizzati per il contenimento del peso nei paesi più industrializzati redatta dalla dietista Maria Artifoni dell’associazione iar esistenziale e dallo psicoterapeuta Lucio Demetrio Regazzo, presidente della stessa associazione.

       Segue un breve resoconto di una terapia di gruppo analitico-esistenziale della psicoterapeuta Sabine Fleisch membro della gle international. 

Troviamo poi un’analisi delle complicanze cliniche della Bulimia Nervosa di Lucia Camporese socio fondatore dell’aidap.

Il medico psicoterapeuta, presidente della gle international, Alfried Längle e la psicoterapeuta Silvia Müller del consiglio direttivo della stessa associazione, intraprendono un viaggio sulla visione esistenziale della Bulimia trattandone gli aspetti teorici e terapeutici.

       Il Trattamento farmacologico e terapia relazionale nel progetto assistenziale per disturbi della condotta alimentare è il tema affrontato dalla psichiatra Emilia Costa, Professore Emerito di Psichiatria, già 1^ Cattedra di Psichiatria Sapienza Università di Roma e Direttore u.o.c. Psichiatria e Disturbi dell'Alimentazione.

La Presidente dell’andid, Giovanna Cecchetto, tratta il tema della Dieta e dei suoi esiti, il pericolo “Obesità psicogena” e mette in discussione l’utilità di un regime dietetico restrittivo.

L’Obesità metabolica è, invece, l’interessante questione discussa da Claudio Cardone, Medico chirurgo, endocrinologo. Dirigente di  I° livello u.o.c. Diabetologia e Dietetica ulss 16, Padova.

Marialba Abisinni, psicologa e psicoterapeuta in formazione, conduce il lettore in un’approfondita conoscenza dei principali percorsi psicoterapici che i soggetti affetti da dca possono intraprendere.

Segue e termina il volume, il racconto della studentessa di Medicina Matilde Pavan con notevoli ed appassionanti pagine, introdotte da Lucio Demetrio Regazzo: un’esposizione con tutti i chiaroscuri di chi è stata Bulimica e si rivolge ad altre ragazze che meno fortunate  di lei, si trovano ancora nell’abisso del circuito abbuffata-vomito-abbuffata; uno stimolo, scritto da chi ha sofferto e superato l’ostacolo, a non nascondersi nel silenzio e in angoli bui e introvabili, ma mostrarsi, parlarsi, parlare a genitori e specialisti perché:”di Bulimia si guarisce”.

 

 

 

 

 

Lucio Demetrio Regazzo

 

Psicologo psicoterapeuta libero professionista dal 1977. Formazione eclettica conseguita tramite più percorsi didattici e personali (Padova, Bologna, Treviso, Perugia, Milano, Roma, Parigi). Psicoterapeuta didatta presso diverse Scuole. Direttore responsabile della rivista scientifica Synthesis dal 1989 al 1996. Organizzazione e segreteria scientifica di Convegni Congressi Nazionali (1982-86). Presentazione di relazioni a Congressi Internazionali o Mondiali (1992-2008) e di numerose relazioni a Convegni e Nazionali. Autore di oltre cinquanta pubblicazioni in diverse lingue. Fondatore e direttore dell’Associazione iar esistenzialedal 1980. Consulente scientifico della gle international di Vienna e membro del Consiglio Direttivo della Società Internazionale di Psicoterapia Analitico - esistenziale dal 1999. Membro della Società di Analisi Esistenziale di Londra nel 1994-1966. 

 

 

 

 

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